Il Vescovo ai sacerdoti

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Sab, 08/09/2018 - 09:05

 

   Alcuni passaggi del vescovo Donato ai nostri sacerdoti:

   «Carissimi Confratelli,

come ogni anno il tempo scorre rapidamente e anche l’estate che stiamo vivendo sta per lasciare corso all’autunno imminente.

   Durante il periodo estivo, per voi, ma anche per me, c’è più tempo per riflettere, per metterci con maggiore serenità davanti a Dio, per pensare al nuovo anno con il desiderio crescente di edificare, anche con l’impegno pastorale, la nostra Chiesa diocesana aiutandola a maturare nella fede, a vivere alla Luce della Parola per alimentare la speranza, a fare del bene nella carità.

   Il nostro agire, però, sarebbe vano se non ci fosse lo Spirito Santo che è presente nella Chiesa per portare al mondo la salvezza, inabita i credenti per condurli alla mèta finale. Non possiamo dimenticare che con la missione del Figlio e quella dello Spirito qualcosa di straordinario sia avvenuto nel mondo ed invisibilmente continua ad accadere nella nostra quotidianità.

(…) La manifestazione della santità della vita quotidiana non va cercata nelle estasi o nei fenomeni straordinari che talvolta si associano ad essa, ma in coloro che fanno delle beatitudini il criterio di stare al mondo, nella complessità delle varie situazioni. Queste persone, che vivono «con amore offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno» fanno vedere il volto del Signore (cf. GE n. 63).

   (…) Pertanto non scoraggiatevi nelle difficoltà e non annoiatevi dell’ordinarietà; non ricercate diversivi o surrogati, sappiate godere, invece, dei giorni e degli eventi che il Signore ha scritto per voi.

   Carissimi Confratelli, il Concilio Vaticano II invita i sacerdoti a guardare a Maria come al modello perfetto della propria esistenza, invocandola «Madre del sommo ed eterno Sacerdote, Regina degli Apostoli, Ausilio dei presbiteri nel loro ministero». E i presbiteri - prosegue il Concilio - «devono quindi venerarla ed amarla con devozione e culto filiale» (cf. PO n. 18). Da lei apprendiamo, anzitutto, la beatitudine della fede che sempre si alimenta da un rinnovato, intimo e personale, incontro con il Signore Risorto. Una fede viva, operosa, che proprio nelle trame del quotidiano intercetta i riflessi dei «cieli nuovi e terra nuova» (Ap 21, 1).

Augurando a tutti e a ciascuno un santo anno pastorale, vi benedico nel Signore!».

+ Donato Negro, arcivescovo

 

 

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