LA PAROLA


Sab, 12/05/2018 - 11:46

 

L’Ascensione del Signore sembrerebbe essere una «festa» scomoda. Sembra sancire un passaggio importante e fondamentale nella vita di chi ha seguito Gesù di Nazaret; sembra inaugurare un punto di non ritorno nella loro vita. Fino a questo momento sono risuonati inviti e appelli. I discepoli - e noi con loro - sono stati raggiunti da gesti e parole spesso rivoluzionari; forse sono stati toccati, interpellati, messi in questione, ma in fondo nessuno è stato spostato troppo dalle proprie routine e convinzioni. Le parole di Gesù, invece, che la conclusione del vangelo di Marco fa risuonare (16, 15-20), raggiungono tutti e non concedono tentennamenti. C’è un mandato esplicito e c’è una risposta da dare, una scelta da compiere.

«Andate», dice Gesù, «proclamate il Vangelo ovunque, a tutti». Non ci sono mezze misure. Lui, dopo aver camminato accanto ai suoi; dopo aver spezzato con loro la sua vita; dopo aver rivelato la profondità e gratuità del suo amore, invia, chiede di condividere ciò che è stato ricevuto, chiede di diventare microfoni di quel Vangelo - lieta e imprevista notizia di salvezza gratuita - che ha salvato la loro vita. A questa richiesta occorre dare una risposta. È questo che rende realmente discepoli del Risorto.

E oggi tocca a noi, così come toccò ai discepoli e apostoli. Tocca a noi scegliere da che parte stare, se essere davvero annuncio di un bene che risuona nella storia, ed esserlo qualsiasi sia la condizione che stiamo vivendo, o continuare a stare davanti al Vangelo come davanti alla pagina di un bel romanzo o, peggio, davanti a pagine di un album di ricordi, capaci di far vibrare il cuore, ma distanti dalla nostra quotidianità.

Il Vangelo è parola che tocca e cambia coloro che lo accolgono e coloro che lo annunciano. Ed è forse questo ciò che ci distingue davvero da qualsiasi altra religione, rito o tradizione: quella Parola che ascoltiamo, in cui crediamo e che annunciamo è viva e vive in noi; di essa viviamo e possiamo far vivere. Ma nulla è matematico! Tutto nasce da un invito e vive in un «Sì».

 

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Tocca a noi!

Tocca a noi, Signore,andare!
Hai messo tutto
tra le nostre mani e nel nostro cuore.
Ci hai svelato il cuore di Dio;
ci hai permesso di essere
raggiunti dal suo amore,
ma non basta.

Ora ci chiedi di andare,
di condividere, di offrire ad altri
la bellezza che noi abbiamo
scoperto e ricevuto.

Sostieni i nostri passi
e rendi vera la nostra parola,
perché sia tua Parola:
che dà vita, che dona salvezza,
che apre alla misericordia.

Amen.


 

AL VANGELO DELLA DOMENICA   (Mc 16, 15-20)

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.


tratto da: Canta la Vita

 

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