VOCAZIONI 1

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Sab, 14/07/2018 - 10:56

 

Nei giorni scorsi nella nostra Diocesi abbiamo avuto il dono di alcune ordinazioni presbiteriali. Conosciamo insieme don Cristian Galati:

«Orientarsi nella vita attuale è quanto mai difficile. L'ago della bussola rischia di oscillare senza fermarsi su un punto preciso se non è calamitato da volontà ferma e passione intensa verso il vero senso dell'esistenza. Le amicizie, gli studi universitari, la normale quotidianità non hanno oscurato l'idea di dedicarmi completamente al servizio agli altri.

Dopo un cammino di ricerca in Diocesi e un profondo discernimento, mi trasferisco nella storica città di Molfetta e in seminario impegno tutto me stesso in studi specifici, curando con grande attenzione la formazione culturale, ma sopratutto spirituale. Conseguo il baccellierato in teologia con la tesi Corpore et anima unus: dialogo tra teologia e neuroscienze presso l'Istituto Teologico Pugliese Regina Apuliae.

Da Molfetta rientro nell'Arcidiocesi di Otranto, dove ricevo l'Ordinazione Diaconale il 24 giugno 2017 da sua Ecc.za rev.ma mons. Donato Negro con l'incarico di collaboratore presso la parrocchia San Michele Arcangelo di Minervino di Lecce. L'anno del Diaconato è intenso e proficuo, perché coinvolto nelle attività pastorali rivolte a tutte le fasce sociali della Comunità parrocchiale, guidata da don Antonio Cagnazzo e nella Caritas Diocesana.

Diocesi e Parrocchia, attraverso specifici progetti, mirano a far sperimentare la concretezza dell'amore di Dio nella sua Parola, nei Sacramenti e nell'attenzione reale alla vita della gente, con particolare cura e riguardo agli ultimi e a tutti coloro che vivono una situazione di disagio socio-economico, ma sopratutto spirituale.

Sorretto dalla Parola del Vangelo e dalla preghiera ho scavato nella profondità dell'animo ed ho trovato la mia rotta: essere Sacerdote, sacramento che mi viene conferito nella Basilica Cattedrale di Otranto per l'imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di Sua Ecc.za rev.ma mons. Donato Negro, Arcivescovo di Otranto, il 23 giugno 2018 insieme ad altri due compagni di cammino don Matteo Brunetta e don Giuseppe Paglialonga.

Sono consapevole di aver scelto un ruolo difficile, perché la società moderna sembra aver smarrito i valori imprescindibili. Con umiltà profonda tenterò di chiudere nell'infinitamente "piccolo", l'infinitamente "grande" con la forza dell'Amore che muove il sole e le altre stelle. Sono certo che tutti coloro che hanno contribuito alla mia formazione religiosa, culturale, sociale, umana mi saranno sempre vicini per realizzare tempi e orizzonti nuovi. Sicuramente non cambierò il mondo, ma mi impegnerò a renderlo più giusto e più umano».

don Cristian

 

 

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